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Feticismo: l’attrazione esclusiva

Feticismo: l’attrazione esclusiva

Nella perversione del feticismo l’eccitamento sessuale è determinato principalmente, o esclusivamente, da un oggetto inanimato o da una parte del corpo non sessuale come i piedi ad esempio. Senza questo oggetto è difficile, se non impossibile, raggiungere un adeguato piacere sessuale, in qualsiasi situazione erotica; esso rappresenta l’elemento unico ed indispensabile che consente il raggiungimento del piacere sessuale. Tra questi oggetti figurano mutandine, reggiseni, calze, reggicalze, scarpe, stivali, guanti, ecc. 

La persona feticista può impegnarsi in rapporti sessuali con il partner unicamente se può vedere, annusare o toccare un feticcio o, comunque, dedicarsi ad una fantasia che contempli l’uso di questi oggetti inanimati; alcune persone chiedono che il partner li indossi o li mostri; per altri è sufficiente la fantasia di un feticcio per l’eccitazione sessuale e l’orgasmo attraverso la masturbazione. Il feticcio è comunque immutabile e specifico. Il feticcio non ha la funzione di sostituire la persona reale che lo ha posseduto, quanto piuttosto esso è preferito al suo proprietario in quanto è sicuro, muto, liberamente manipolabile, quieto e può essere manomesso o distrutto senza incorrere in alcuna conseguenza.

Un mio paziente mi contatta motivato dal bisogno di comprendere le ragioni del feticismo verso le scarpe, piedi e gambe che lo contraddistingue sin dalla pubertà, oltre che di modificare una condotta che vive come limitante nella creazione di una relazione sentimentale continuativa. Racconta infatti che il feticismo ha sempre compromesso la sua vita sessuale e sentimentale rendendo, oltretutto, schiavo se stesso e l’attuale partner la quale ripudia la sua difficoltà oltre che la convenzionalità dei loro rapporti sessuali. In assenza del feticcio fa fatica a creare e a mantenere una eccitazione sufficiente durante i loro incontri con conseguenze sulla qualità dell’erezione e sulla possibilità di raggiungere l’orgasmo. La vagina non lo eccita ed anche il movimento della partner lo infastidisce, lo deconcentra. L’interazione tra loro durante l’intimità, il contatto fisico lo mettono a disagio. Per questo, spesso, ricorre all’autostimolazione di fronte alla partner per raggiungere il piacere. Lei è esclusa.

Il feticcio è la parte dell’altro di cui si può fidare, che può controllare, che non lo abbandonerà. E’ il modo che ha trovato per stare in una relazione senza coinvolgersi troppo e correre il rischio di soffrire se abbandonato. E’ come se il feticismo – con le parole del mio paziente – “gli permettesse di rimanere eternamente bambino”, evitandogli un impegno relazionale vissuto troppo minaccioso. Interagire significa essere dell’altro che gli mette paura, lo rimanda all’inadeguatezza. Ciò ha un senso anche nelle relazioni di coppia. Allo stesso tempo in esse è molto attento a non deludere l’altro verso il quale è molto disponibile ma solo per limitare il rischio, ancora una volta, di non essere abbandonato. L’altro è al primo posto ma distante e da controllare.

 

Dr. Stefano Angelini

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