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Cancro al testicolo e conseguenze sul benessere psico-sessuale

Cancro al testicolo e conseguenze sul benessere psico-sessuale

Tra le malattie che minacciano la vita, il cancro si pone come evento tra i più traumatici e stressanti. Poche altre malattie presentano così evidenti conseguenze sul benessere psico-sessuale, minacciando e interferendo sulla dimensione fisica, psicologica, esistenziale e relazionale. Molti studi, già a partire dagli anni settanta, hanno dimostrato la presenza di disagio psicologico sin dalla comunicazione della diagnosi. Quelli più frequentemente riscontrabili comprendono i disturbi dell’adattamento, i disturbi depressivi, i disturbi d’ansia, i disturbi psichiatrici su base organica, i disturbi psicotici e le disfunzioni sessuali. Relativamente all’area della sessualità, dalla letteratura emerge come, direttamente o indirettamente, il cancro ed il suo trattamento possono influenzare il desiderio, il piacere e le funzioni sessuali in un’ampia percentuale di pazienti. Ciò può avvenire sia nel momento della diagnosi, per il significato di minaccia alla sopravvivenza che essa rappresenta, sia al termine del trattamento a causa della profonda trasformazione nella valutazione del mondo e della propria posizione in esso (ruoli cambiati, incertezza sul futuro, alterazione dell’immagine corporea, timore di perdere rapporti importanti, problemi di lavoro o economici, possibili problemi di infertilità, ecc.).

La comparazione tra diversi studi che hanno indagato la relazione tra cancro e disfunzioni sessuali indica come esse tendano ad essere presenti, indipendentemente dalla sede del tumore e dalla distanza di tempo dalla diagnosi, sia nell’uomo che nella donna. E’ presumibile, però, che la loro incidenza vari a seconda della tipologia del cancro (malignità), della sua collocazione (organi della sfera genitale o meno), del trattamento utilizzato (intervento chirurgico, chemioterapia, radioterapia, ecc.) oltre che dalle caratteristiche psico-relazionali e socio-affettive, agli stadi di vita e al funzionamento sessuale precedente della persona.

Cancro al testicolo e implicazioni psico-sessuali

La prevalenza delle conseguenze psicologiche in pazienti affetti da cancro al testicolo sono state esaminate in diversi studi. Alcuni di questi hanno rilevato livelli di ansia, depressione e qualità della vita simili a quelli della popolazione generale. Altri hanno evidenziato, invece, livelli non sottovalutabili di disagio psicologico o rischio di svilupparlo: nello specifico hanno riscontrato non solo la presenza di sintomi ansiosi o depressivi ma anche cambiamenti dell’immagine corporea, dovuti all’impatto dell’orchiectomia, e modificazioni socio-relazionali. Uno studio sulla qualità della vita ha evidenziato come circa il 10% dei pazienti, anche dopo un lungo periodo di tempo dal trattamento, presentava difficoltà psicologiche quali ansia, depressione, fatica, e difficoltà relazionali. Recenti indagini, motivate dalla mancanza di informazioni circa il profilo psicologico di soggetti con cancro al testicolo che hanno richiesto la crioconservazione del liquido seminale, hanno valutato la prevalenza sia di disturbi dell’umore e hanno evidenziato la presenza di ansia e depressione in due terzi dei soggetti intervistati. I risultati ottenuti hanno spinto l’equipe medica a considerare la condizione psicologica del paziente come elemento fondamentale della diagnosi e quindi a migliorare il servizio offerto.

La particolare collocazione di questa tipologia di cancro e il ricorso all’orchiectomia, sebbene priva di particolari rischi e di facile esecuzione, fa emergere nel paziente una serie di problematiche che si riflettono sulla vita sessuale manifestando talvolta disfunzione erettile, disordini dell’eiaculazione, difficoltà dell’orgasmo, diminuzione del desiderio sessuale, diminuzione dell’attività sessuale e insoddisfazione sessuale: l’incidenza varia a seconda del trattamento associato all’intervento chirurgico e diminuisce con il trascorrere del tempo dal trattamento. 

Alcuni autori hanno sottolineato come l’informazione offerta al paziente riguardo al trattamento e il sostegno psicologico se è presente un disagio influenzino positivamente l’andamento post-trattamento e la qualità della vita del paziente. La consulenza psicologica pre-trattamento, finalizzata a predire lo sviluppo di futuri disagi, e post trattamento può dunque favorire una buona qualità della vita del paziente anche sotto il profilo sessuale. 

Un altro aspetto problematico è la capacità procreativa dopo il trattamento. Il tumore al testicolo, infatti, rende la possibilità di concepimento uno degli aspetti più importanti e delicati all’interno di tutto il tema della qualità della vita. Nel paziente neoplastico la funzione sessuale e riproduttiva può risultare alterata in modo diretto, come nel caso dei tumori che colpiscono gli organi riproduttivi come effetto secondario delle terapie chirurgiche, radianti, chemioterapiche e ormonali effettuate. Se l’implicazione è evidente e scontata nel trattamento chirurgico, non lo è altrettanto nei trattamenti farmacologici e radianti i cui effetti collaterali, in termini di interferenza con la fertilità, dipendono dalla dose, dal tipo di trattamento, ma anche dall’età del paziente. In generale si può affermare che nel maschio gli effetti collaterali delle terapie consistono in disturbi della produzione del liquido seminale e dell’eiaculazione. Il trattamento radiante a livello delle gonadi è potenzialmente responsabile della riduzione delle cellule germinali oltre che dell’alterata funzione endocrina.

Un altro problema da valutare, e che i pazienti si pongono, è quello del rischio di trasmettere particolari malattie alla progenie. Questo rappresenta un interrogativo che condiziona il desiderio di procreare in assenza di chiarimenti da parte del personale medico. A tale riguardo è interessante notare come, in uno studio con pazienti con tumore, non solo al testicolo, coloro che sono diventati genitori, diversamente da chi non ha avuto figli, hanno usufruito di maggiori informazioni, prima dei trattamenti, sulla possibilità di conservare il seme e in generale di discutere con i propri terapeuti le possibili implicazioni mediche associate alla procreazione. 

Questa disamina pone in evidenza come l’assenza di difficoltà sessuali ed una vita sessuale e relazionale soddisfacente precedentemente all’intervento rappresentino fattori di protezione contro l’insorgere di difficoltà sia sessuali che psicologiche. Da non sottovalutare anche l’importanza del sostegno della partner al momento della diagnosi e durante il trattamento. infatti, anche se un paziente dispone di un ottimo aiuto da parte di familiari ed amici, questo non può compensare la mancanza del sostegno fornito dal partner. Questo ruolo così speciale, cioè, non può essere vicariato da altre relazioni e la sua assenza può condizionare negativamente l’andamento del paziente alla malattia ed ai suoi reliquari

In conclusione, questa tipologia di cancro prevede un’alta percentuale di prognosi favorevoli e una bassa probabilità di generare infertilità. La presenza di una relazione significativa ed una soddisfazione sessuale al momento della diagnosi rappresentano fattori di protezioni contro l’insorgere di difficoltà psicologiche e/o sessuali. Appare comunque necessaria un’attività di consulenza e sostegno a queste coppie per limitare ulteriormente il disagio derivante dalla scoperta e dal trattamento del cancro al testicolo. Tale supporto si rende fondamentale per coloro che hanno una vita sessuale insoddisfacente al momento della diagnosi (anche per la presenza o meno di una disfunzione sessuale) o non abbiano una partner in grado di sostenerlo emotivamente ed affettivamente dalla scoperta della patologia alla sua completa risoluzione.

Dr. Stefano Angelini

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